un pittore
schivo e solitario
Morandi, bolognese d’origine, si allontanò raramente dalla città natale e dall’Appennino emiliano, eppure tramite le varie riviste d’arte a sè contemporanee e i rapporti che intrattenne con gli altri artisti ebbe modo di mettere a punto uno stile originale grazie al quale ottenne una grandissima fama a livello europeo
“Ritengo che il mio temperamento, la mia natura incline alla contemplazione, mi abbiano portato a questi risulati. Non potrei dire di più; è molto difficile, per un artista dare delle ragioni”
-The Voice of America,intervista a Giorgio Morandi, 25 aprile 1957
1890
Giorgio Morandi nasce a Bologna nel 1890
1907-1913
Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna, in questi anni sviluppa un linguaggio personale, entrando in contatto con le principali correnti europee del tempo: dall’influenza di Cézanne e dei cubisti fino a un temporaneo interesse per il Futurismo, pur mantenendo sempre una posizione autonoma.
1918-1919
Vive la stagione metafisica, avvicinandosi a Carrà e de Chirico, ma distinguendosi per una ricerca più intima e silenziosa. Collabora con la rivista “Valori Plastici” e consolida la propria fama.
1920-1930ca
Negli anni Venti e Trenta la sua pittura si concentra soprattutto su nature morte e paesaggi, caratterizzati da oggetti semplici, atmosfere sospese e grande rigore formale. Partecipa a importanti esposizioni in Italia (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma) e all’estero, ottenendo crescente riconoscimento internazionale
1930-1956
A partire dai primi anni trenta fino al 1956 fu titolare della cattedra di Incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra i molti suoi allievi, si ricordano Mario Bonazzi e Luciano De Vita. Ebbe anche un rapporto cordiale di stima con il giovane Cesarino Vincenzi, emergente allievo dell'accademia.
1939
Nel 1939, alla Quadriennale di Roma, ottiene una sala personale che suscita ampio dibattito critico. Durante la Seconda guerra mondiale si ritira a Grizzana, dove realizza alcuni dei suoi paesaggi più intensi
1948, 1957
nel 1948 vince il primo premio per la pittura alla Biennale di Venezia e nel 1957 il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile (dopo quello per l’incisione nel 1953). Espone in numerosi musei europei e americani, affermandosi come uno dei maggiori artisti del Novecento.
1964
Muore a Bologna dopo una lunga malattia, lasciando un’opera coerente e profondamente poetica, fondata su una meditazione silenziosa degli oggetti e dello spazio.